Il giorno di Santa Lucia, come sapete, l’Eco di Bergamo ha pubblicato la notizia che il Comune aveva deciso di valorizzare la Casa del Custode anziché venderla.
Ovviamente questo ci ha dato grande soddisfazione e stiamo già pensando a cosa fare per favorire un nuovo utilizzo di questo spazio.
Tuttavia non ci ha convinto la narrazione del giornale, per cui abbiamo preso carta e penna e abbiamo scritto alla Redazione: riportiamo qui sotto il testo della lettera.
Egregio Direttore,
siamo stati molto lieti di vedere pubblicato dal Suo giornale, nel giorno di Santa Lucia, l’articolo che riportava la notizia della cancellazione della “Casa del Custode” del castello di San Vigilio, Patrimonio Mondiale Unesco della città di Bergamo, dall’elenco dei beni comunali destinati all’alienazione.
Questa notizia ci ha riempito di soddisfazione, poiché il risultato è frutto di una campagna di sensibilizzazione promossa e sostenuta da un gruppo nutrito di realtà civiche e culturali (Castrum Capelle Onlus, il Consiglio Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, il Comitato NoParkingFara, il Circolo di Libertà e Giustizia di Bergamo, Bergamo Agenda 2030 e il nostro gruppo Progetto BASE) avviata quasi immediatamente dopo che, in data 28 Febbraio 2025, è stata resa pubblica l’intenzione della Giunta di procedere alla vendita di questo bene pubblico.
Sono stati dieci mesi di impegno costante che ci hanno visto interloquire con le cittadine e i cittadini e con i loro rappresentanti in Comune.
Alcuni consiglieri, compresi due rappresentanti della lista “Oltre” che fa parte della maggioranza di governo locale, hanno scelto di sostenere la nostra richiesta, ritenendo validi i nostri argomenti a tutela del bene.
Anche i pareri richiesti ad UNESCO ed alla Soprintendenza hanno suggerito di soprassedere alla vendita, incoraggiando l’Amministrazione a percorrere in prima istanza altre strade.
La vicenda non è stata quella “passeggiata” che l’articolo da voi pubblicato ha potuto suggerire, con gli Assessori fortemente impegnati fin dall’inizio a salvaguardare il bene.
Al contrario, chi ha seguito l’evoluzione della vicenda – dentro e fuori gli uffici del Comune – sa che il risultato è stato raggiunto dopo un lungo e faticoso percorso di confronto, nel corso del quale l’Amministrazione ha costantemente ribadito la sua contrarietà a togliere la Casa del Custode dall’elenco dei beni alienabili, negando ripetutamente di dare una risposta formale alle nostre richieste (proprio a causa delle mancate risposte, avremmo coinvolto il Difensore Civico Lombardo per ottenere un riscontro alla nostra lettera – ufficialmente protocollata presso gli uffici comunali fin dal 20 Maggio scorso – che richiedeva di stralciare il bene dall’elenco degli alienabili), risposta che fino a questo momento non è peraltro stata formalmente fornita dagli Assessorati competenti.
Tutto ciò premesso, riteniamo che questa importante mobilitazione civica e le difficoltà incontrate nel dialogo con l’Amministrazione non abbiano ricevuto l’adeguato spazio sulla stampa locale, e in particolare sul Suo giornale, che è il quotidiano di riferimento della provincia.
Infatti, per gran parte di questi dieci mesi, all’iniziale silenzio della Giunta si è accompagnata una copertura giornalistica limitata, fatta eccezione per alcune testate, come Prima Bergamo, che ha citato dettagli e particolari omessi dall’Eco di Bergamo (il quale ha invece dato ampio risalto unicamente alla posizione del Comune).
Non è nostra intenzione entrare nel merito della linea editoriale del giornale, ma l’attenzione con cui l’intera vicenda della Casa del Custode è stata trattata ci ha lasciati amareggiati; la necessità di un’informazione ampia, completa e a tutto tondo è cruciale per la formazione di un’opinione pubblica consapevole, e ci sembra che questa sia mancata da parte del principale quotidiano della provincia.
Le associazioni che si sono prodigate per salvare la Casa del Custode sono composte da cittadine e cittadini che dedicano risorse personali e tempo prezioso alla città con l’unico obiettivo di preservare il patrimonio e stimolare chi la governa a una maggiore attenzione e sensibilità verso le istanze civiche; i gruppi promotori sono dichiaratamente apartitici e agiscono unicamente per l’interesse collettivo.
E’ nostra convinzione che compito degli organi di informazione, e della stampa in particolare, sia quello di fungere da cassa di risonanza per il sentire comune e da stimolo critico costruttivo verso chi amministra la città, il quale è chiamato a rispondere del proprio operato, in quanto semplice amministratore e non “plenipotenziario” sui beni che gestisce “pro tempore”.
La cittadinanza ha bisogno di un’informazione che approfondisca i temi e aiuti la crescita del senso civico.
Negli ultimi anni, la città ha visto interventi di modifica del territorio e uno sviluppo del turismo di consumo che ha generato complessità, in particolare nell’ambito abitativo e nella qualità del vivere per i residenti.
Chi si impegna per la città necessita di collaborazione e supporto da parte della stampa, non di essere marginalizzato.
Siamo convinti che una maggiore attenzione all’impegno civico rifletta l’interesse della comunità.
Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento e confidiamo nel riscontro che vorrete darci.
Coordinamento Progetto B.A.S.E. Bergamo



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