La storia del nuovo Piazzale degli Alpini – ultima puntata – il cambio di destinazione e l’oggi.

La storia del nuovo Piazzale degli Alpini – ultima puntata – il cambio di destinazione e l’oggi.

Come abbiamo visto, l’inaugurazione della nuova piazza viene bruscamente interrotta dall’epidemia Covid.

Il 18 marzo 2020, le immagini dei camion militari che trasportavano le bare dei morti attraverso le strade di Bergamo diventano il simbolo del dramma nazionale e internazionale (in quel mese, la provincia registrò 6.091 decessi, il più alto numero di morti in un singolo mese nella storia italiana, con un eccesso di mortalità del 62,8% rispetto alla media del periodo 2015–2019). 

1) Bergamo 2020.

L’inattesa catastrofe, che a Bergamo ha colpito più che nel resto di Italia, porta il Comune di Bergamo ad una riflessione che produce un’iniziativa chiamato “Bergamo 2020“.

“Bergamo 2020” è un documento strategico del Comune di Bergamo per il rilancio e l’adattamento della città dopo l’emergenza COVID-19, incentrato sulla riorganizzazione degli spazi urbani, il trasporto pubblico, il sostegno alle attività economiche e la sicurezza sanitaria (qui la versione finale). 

Punti chiave della strategia “Bergamo 2020”:

  • riorganizzazione spazi: ampio utilizzo di spazi pubblici (piazze, marciapiedi) gratuiti per dehors e socialità, riducendo gli assembramenti;
  • trasporto e mobilità: potenziamento della mobilità dolce e limitazione della capacità del trasporto pubblico al 25% con scaglionamento orario;
  • sostegno economico: azioni di supporto alle microimprese colpite dalla chiusura, incluse misure di sostegno all’affitto e accesso a fondi, come riportato nel position paper del Comune di Bergamo;
  • cultura ed istruzione: eventi all’aperto contingentati e riorganizzazione delle scuole;
  • gestione bilancio: attenzione massima sui conti comunali a causa della riduzione delle entrate e aumento delle spese di emergenza, come indicato in una nota del Comune di Bergamo

Sebbene il documento non citi esplicitamente “Piazzale degli Alpini” in ogni sezione, le linee guida strategiche impattano direttamente sulla sua gestione futura:

  • gestione delle marginalità e sicurezza: il documento propone di istituire unità “miste” (Polizia Locale e servizi sociali) per affrontare criticità specifiche come la presenza di persone senza fissa dimora in alcune aree della città, un tema storicamente centrale per Piazzale degli Alpini;
  • rifunzionalizzazione dello spazio: la nuova piazza degli Alpini rientra nella strategia di “riappropriazione dello spazio pubblico” per eventi all’aperto controllati, simili al modello Lazzaretto on Stage, volti a restituire vivacità e decoro a zone critiche attraverso la cultura;
  • hub di mobilità dolce: essendo un punto di snodo vicino alla stazione, il piazzale è interessato dal piano di potenziamento delle ciclabili, dell’intermodalità e della creazione di nuove velostazioni o stalli per la mobilità leggera;
  • monitoraggio digitale: l’area, essendo molto frequentata, è soggetta all’uso dei dati Wi-Fi e della sensoristica per monitorare la sicurezza ed evitare assembramenti, come previsto dal piano per la “città smart”.

In sintesi, il documento suggerisce per piazza degli Alpini un passaggio da semplice luogo di transito/criticità a spazio di socialità sicura, presidiato non solo dalle forze dell’ordine ma anche da attività culturali e servizi di prossimità.

Questa rappresentazione troverà una formalizzazione nella delibera di Giunta del 6/5/2021, che convalida la proposta dell’Assessora all’Istruzione, Formazione, Università, Sport e tempo libero, Politiche per i giovani, Edilizia scolastica e sportiva.
In questo documento si definiscono gli indirizzi per l’uso della piazza e dei relativi servizi, “di intrattenimento culturale, musicale e socio-animative, rivolti prevalentemente alla popolazione giovanile e alle famiglie con bambini, con possibilità di somministrazione di alimenti e bevande e con installazione di attrezzature mobili funzionali alle attività e al rispetto delle disposizioni sull’emergenza epidemiologica da Covid 19“.

Qui lo potete leggere: fra le tante cose troverete che per l’anno 2021 la spesa di Euro 61.000 (“valore commisurato ai costi degli interenti strutturali e delimitazione dell’area (…) dietro presentazione di regolare nota di rendicontazione”) sarebbe stata sostenuta dal capitolo 40200/04, quello relativo alle “spese diverse servizi per l’infanzia”.

2) La cancellata dello scandalo.

Nella seduta di 6 Dicembre 2023 la Giunta decide, vanificando il senso originale della ristrutturazione della piazza, di procedere all’installazione di una cancellata, del costo di 800.000 Euro.

Così ne parla Bergamo News: https://www.bergamonews.it/2023/11/03/bergamo-lamministrazione-chiude-piazzale-degli-alpini-per-salvaguardare-il-decoro-urbano/644965/

https://www.bergamonews.it/2024/05/01/recinzione-di-piazzale-alpini-pezzotta-la-prova-del-fallimento-di-una-certa-politica-carnevali-piu-sicurezza-e-meno-degrado/695125/

Anche L’Eco esprime perplessità: https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/bergamo-citta/piazzale-alpini-tanti-eventi-ma-lemergenza-sociale-resta-o_3311564_11

Il Comune replica in questo modo: “Il successo dell’esperienza promossa da NXT Station in questi tre anni con oltre 250 mila presenze, di cui oltre 100 mila solo nel 2023 in occasione di concerti, presentazioni, attività di ogni genere ha scontato infatti purtroppo la necessità di avere uno spazio confinato da una recinzione posticcia e provvisorie formata da tralicci di alluminio alti 3 metri e grandi teli plastificati con un impatto decisamente negativo sulla percezione dello spazio pubblico. Una soluzione però obbligata se si vuole continuare a far vivere quel luogo rendendolo fruibile come mai avvenuto in passato ad un numero assai elevato di persone. (…) “L’Amministrazione ha quindi colto l’occasione dell’imminente pubblicazione del nuovo bando di gestione per i prossimi 2/3 anni, per dare risposta in modo più ordinato e decoroso a questa stessa richiesta consentendo di proseguire il lavoro fatto in questi anni, giudicato complessivamente più che positivo”.

Questa è la versione “ufficiale”.
Ma nei corridoi e nelle aule di Palazzo Frizzoni il percorso di approvazione non era stato così lineare, né le decisioni prese con tranquillità: basta leggere questo articolo di Prima Bergamo o quello di Corriere Bergamo per rendersene conto.

Prima Bergamo ci informa che l’approvazione all’intervento avviene con un solo voto di scarto (16 i favorevoli, 15 i contrari) e che alcuni consiglieri di maggioranza (tra cui l’attuale assessora all’Ambiente, Oriana Ruzzini) avevano chiesto (inutilmente) un rinvio per approfondire meglio la questione.

Forse ha ragione Simone Bianco, in questo suo articolo, quando afferma: “È anche il vertice assoluto di decisionismo del sindaco e della giunta rispetto a una maggioranza che in questi anni ha avuto solo due opzioni: dire sì oppure dire sì e mugugnare nelle chat, fuggendo a ogni confronto aperto sulla stampa o in Consiglio.

3) Le nostre conclusioni.

Non crediamo di sbagliare nel dire che, chi decideva allora e decide adesso su piazza degli Alpini, è l’operatore privato che si nasconde dietro ad una presunta necessità per consolidare la propria condizione a spese della comunità. Altri 800.000 Euro per una piazza che doveva costare pochissimo e doveva essere un punto di incontro ed un hub di interscambio, che diventerà da questo momento una piazza chiusa al pubblico e destinata esclusivamente all’intrattenimento commerciale.
Creando non pochi problemi a chi vive in zona e modificando radicalmente l’utilizzo dello spazio della piazza.

A questo aggiungiamo il contributo annuo di 250.000 Euro a totale beneficio del gestore, come da accordo stipulato dal Comune di Bergamo nel 2024 con NXT Bergamo.

Ci preme di chiarire che noi non abbiamo nulla contro NXT , né abbiamo rimostranze verso chi lo gestisce, se rispetta tutte le regole: riteniamo però che il Comune di Bergamo, quale sia stata la motivazione “sociale e culturale” che ha spinto verso questa mercificazione di uno spazio pubblico – con le parallele conseguenze sulle attività commerciali di somministrazione nella zona e i danni alla salute della popolazione residente in zona, senza peraltro risolvere il problema della marginalità, che come previsto si è limitata a spostarsi verso le zone limitrofe, creando una situazione perfino peggiore di quella che si voleva combattere – debba analizzare criticamente i risultati di questa operazione e torni all’idea originale, sospendendo alla scadenza del 2027 la convenzione con l’attuale operatore e realizzando una nuova progettualità di ritorno all’uso pubblico di questo spazio improvvidamente privatizzato.

La storia di Piazza degli Alpini si ferma qui, per ora: nel prossimo post le nostre conclusioni critiche.