Immagini di Piazzale degli Alpini

Piazzale degli Alpini: un restauro costoso e tante domande aperte (prima parte)

(a cura del Gruppo Residenti e Amici di Piazzale Alpini con il sostegno di Progetto Base)

Oggi vogliamo porre sotto la lente d’ingrandimento una delle piazze centrali della nostra città, un luogo che, dopo una costosa sistemazione, sembra aver perso la sua vocazione originaria: Piazzale degli Alpini.

Nel 2020, ben 1.2 milioni di euro dei fondi comunali sono stati spesi per ridare lustro a questo spazio; l’obiettivo, secondo lo Studio Capitanio Architetti che ne ha curato il restauro, era quello di creare il più grande spazio “APERTO” della città, un “grande PLATEAU” da fruire liberamente, capace di rifondare un senso di appartenenza alla comunità.

La visione includeva la possibilità per i visitatori di transitare al centro della piazza, e non solo ai margini, favorendo un attraversamento costante e l’accessibilità anche per le persone con disabilità. Questa “visione” ha contribuito alla vittoria dell’appalto di ristrutturazione.

La realtà attuale: un piazzale blindato e poco accessibile.

Purtroppo, la realtà odierna di Piazzale degli Alpini si discosta notevolmente da questa visione.
Il piazzale è praticamente chiuso da una non certo elegante recinzione in ferro, un impedimento che nega la fruizione a tutti, dai ragazzi delle scuole superiori (circa 3900 studenti dai Licei Lussana, Secco Suardo e Istituto Vittorio Emanuele) a chi arriva dalla stazione, senza dimenticare i nostri Alpini che si sono visti derubati della “loro” piazza.

Questa “blindatura” viene spesso giustificata con la necessità di rendere la zona più sicura. Tuttavia, tale affermazione non appare veritiera, poiché il recinto ha solo spostato il problema di pochi metri. E ci si interroga sulla ragione di impiegare quotidianamente le forze dell’ordine, visto che la recinzione è giudicata da chi l’ha voluta sufficiente a garantire la sicurezza.

Accessi e manutenzioni: punti critici.

Nonostante la chiusura e la destinazione “privata” del piazzale, si registrano anche problemi legati all’accesso veicolare; sebbene siano stati concessi solo quattro parcheggi a veicoli privati e furgoni, è stato verificato che spesso le auto presenti arrivano a dieci e più, e le segnalazioni alla Polizia Locale sono rimaste lettera morta.

Inoltre, nonostante il bando preveda l’apertura fino alle 22 (salvo casi eccezionali come i concerti), per tutta la scorsa estate il piazzale è stato chiuso alle 19.

E con l’inizio della stagione estiva 2025, la situazione si è ripetuta, con chiusure anticipate decise unilateralmente dai gestori, malgrado i richiami del Comune.

Guardando invece l’aspetto della conservazione del bene, il piazzale si presenta in uno stato di conservazione e preservazione molto scarsi.
Dal mese di Agosto 2024, una delimitazione è stata posta nell’unico fazzoletto verde del piazzale con la apparente ma non reale motivazione della “manutenzione”.

A peggiorare il quadro estetico e funzionale, dall’estate 2024 tre container sono diventati il deposito delle società private che operano nella piazza; oltre ad essere antiestetici, sono segnalati dai vigili del fuoco come un ostacolo in caso di incidenti.

(continua)

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