Piazza Dante, da Balzer Globe a Balzer “black hole”.

Piazza Dante, da Balzer Globe a Balzer “black hole”.

Può non sembrare, ma la notizia della evidente crisi nella gestione del Balzer Globe, a meno di due anni dall’apertura, rappresenta senz’altro un grosso smacco per chi ha voluto inserirlo a forza nel progetto di riqualificazione e rilancio del Centro Piacentiano.

Disegnato e raccontato come nuovo centro commerciale cittadino, nuovo ‘Polo del lusso’ come definito dalle ultime due Giunte cittadine, sulla carta avrebbe dovuto far concorrenza ai troppi centri commerciali che gravitano attorno alla città.

Le vicende di Piazza Dante per molti bergamaschi rappresentano ancora oggi un trauma, iniziato con l’apertura del cantiere per la realizzazione del locale; momento preceduto dallo sgombero a forza, con imponente impiego di forze dell’ordine, di chi si opponeva civilmente al progetto che prevedeva e ha poi portato all’abbattimento di tutte le alberature presenti da decenni, per motivi tecnici che mai hanno convinto del tutto.

Un progetto architettonico ed urbanistico che ha sfigurato la vecchia piazza che era nel ricordo comune, ed ha previsto ed imposto l’inserimento di un locale a gestione privata, vincolando il futuro assetto della nuova piazza alla gestione dello stesso.

Molti a buona ragione hanno sostenuto che si è trattato fin da subito non di un locale in una nuova piazza, ma più probabilmente di una nuova piazza al servizio del nuovo locale.
Questo dopo che si è anche immaginata e proposta una destinazione pubblica dell’Ex Rifugio antiaereo, con finalità culturali, di intrattenimento, di utilizzo pubblico.
Ma nessuna ipotesi in tal senso è mai stata considerata dall’Amministrazione.

Nei desiderata delle due Amministrazioni precedenti il locale doveva fare da traino ad una nuova fruizione e nuova utenza (piuttosto facoltosa…) chiamata ad animare il nuovo centro cittadino.
La scommessa ad oggi sembra persa, ed il risultato è per ora, come anche dichiarato dagli attuali gestori e proprietari della struttura, lontano dalle aspettative e l’obiettivo mancato.

Scommessa di sviluppo commerciale e della ristorazione persa anche alla luce delle numerose chiusure di esercizi storici presenti sull’asse San Bartolomeo-Piazza Pontida nel corso degli ultimi anni, sostituiti da punti vendita di brand quasi sempre repliche di quanto si può già trovare a pochi chilometri da Bergamo, ma con il peso di maggiori disagi per l’utenza, legate alle difficoltà di accesso e di un trasporto pubblico inadeguato.

Un modello di sviluppo commerciale alla occidentale, superato dalla storia, in crescente crisi in Italia, ma che si è voluto, con poca lungimiranza ed in evidente ritardo, proporre ed imporre anche a Bergamo, nel tentativo di spremere, finché possibile, sia il turista visitatore che il visitatore occasionale proveniente da fuori Bergamo.

Non sappiamo che futuro si prospetti per il Balzer Globe.
Pensiamo però che il centro di Bergamo meriti, prima di tutto per i residenti della città, un destino migliore, che ne valorizzi i pregi di luogo per un suo reale godimento da parte della cittadinanza.

Riteniamo infine che debba essere superata una fruizione limitata al turismo mordi e fuggi o al consumo fine a se stesso, riscontrabile già in troppi ‘non luoghi’ dentro e fuori la città (a partire dal recente, e per ora fallimentare, Chorus Life).