Mercoledì (il 16 Aprile n.d.r.) un aereo in fase di atterraggio ha sbagliato manovra abbassandosi pericolosamente sull’abitato a nord del Villaggio degli Sposi (dove vivo) per poi effettuare una manovra d’emergenza per riprendere quota precipitosamente. Testimoni raccontano che la cosa è stata spaventosa e senza precedenti.
Mi risulta che residenti abbiano già legittimamente presentato un paio di esposti ambientali.
Si tenga presente che, di norma, gli aerei in fase di atterraggio passano sull’abitato del Villaggio degli Sposi con i carrelli già aperti, a circa 130 m da terra. L’edificio residenziale più alto dell’area interessata è di circa 15 metri di altezza, ma ricorderete senz’altro il progetto di realizzare tre torri (approssimativamente intorno ai 30 metri di altezza) sul Parco Ovest, poste precisamente sulla traiettoria di atterraggio di cui stiamo parlando.
Costruire un aeroporto di queste dimensioni in una area urbana come quella di Bergamo (una anomalia nel contesto europeo) non lascia alcun margine di errore a chi pilota l’aereo, esponendo costantemente i quartieri residenziali al rischio di incidente aereo.
Il problema dunque non riguarda ‘solo’ la qualità dell’aria, l’inquinamento acustico, la vivibilità dei quartieri (in questo periodo dell’anno, in alcune fasce orarie, sulle aree residenziali a sud della città transita un aereo in fase di atterraggio ogni 120 secondi) e l’impennata dei prezzi degli affitti (trascinata dagli affitti turistici), ma anche la sicurezza pubblica.
Ricorderete certamente quando, nel 2016, un aereo in atterraggio, prendendo erroneamente le misure, travolse un tratto di tangenziale (al confine tra Bergamo e Orio al Serio, non in un altrove che non ci riguarda) in cui solo per caso in quel frangente non transitavano veicoli.
Senza nulla dire del fatto che Sacbo e Ryanair sembrano al di sopra della legge: piano di rischio aeroportuale e zonizzazione acustica sono state approvate dal consiglio comunale ex post, di fatto fotografando lo sviluppo aeroportuale già avvenuto, mentre i voli notturni, sebbene vietati, sono una quotidianità (se vedete un aereo atterrare dopo le 23:30 sappiate che con buona probabilità sta atterrando in violazione di leggi e regolamenti vigenti). Ben inteso: rallegra che Sacbo faccia regali importanti alla Curia (come la teca di cristallo di Papa Giovanni XXIII, o la chiesa del nuovo ospedale), ma sarebbe altrettanto auspicabile che Sacbo rispettasse anche le leggi vigenti, come chiunque e qualunque altra impresa.
Se vogliamo parlare di un altro modello di sviluppo per Bergamo, credo si debba partire dal tema dell’aeroporto, per quanto la maggioranza di noi preferisca fingere che il problema non esiste.
Emanuele Belotti
P.S. La fotografia si riferisce all’incidente aereo avvenuto il 5 agosto del 2016, e citato nello scritto, risoltosi senza particolari disagi solo per l’orario e la fortuita dinamica dell’evento in quell’occasione.


