Ieri è stato inaugurato il nuovo spazio urbano pubblico compreso tra il nuovo Stadio ed il Lazzaretto.
Se da un lato è ovvio che possa essere considerato meglio del preesistente parcheggio, dall’altro è altrettanto evidente che la qualità urbana del nuovo spazio sembra non adeguata alle sfide che il cambiamento climatico ogni giorno ci pone.
Sfide alle quali si dovrebbe rispondere con progetti attuali ed in linea con lo sforzo amministrativo di creare luoghi freschi e confortevoli in ogni momento dell’anno, per contrastare la calura estiva che sempre più spesso caratterizza le nostre estati in città.
Così non è, come anche le foto pubblicate dal Comune di Bergamo stesso testimoniano.
Il progetto è sostanzialmente, per oltre il 60% della sua superficie (2041 mq sui 3364 mq totali…), una spianata inospitale di pietra.
Ed i pochi spazi ‘verdi’, costituiti da vasconi di cemento, nello stesso discutibile stile del vicino piazzale sopra il parcheggio interrato, crediamo poco potranno fare per rendere le prime calure meno opprimenti.
Si poteva fare meglio e diversamente, non essendoci nemmeno il vincolo degli spazi interrati, che evidentemente, nel caso del parcheggio, impedivano di insediare alberature significative.
Ci sembra l’ennesima occasione persa per fare uno spazio ospitale ed utile alla città, l’ennesima spianata ‘sovietica’, come altre in città, e che sembrano tanto piacere a chi governa.
Viene da chiedersi ancora una volta quale sia il progetto urbanistico, quale sia l’idea di città che l’Amministratore Comunale sta portando avanti da un decennio.
Se quella di una città per i cittadini che ci vivono, o invece quella di una città disumanizzata e funzionale all’uso e all’abuso da parte di flussi di ‘utenti’ che arrivano, consumano e ripartono.
Non è certo questa miope seconda opzione quella che può far crescere Bergamo nel futuro.


