Fontane a secco.

Fontane a secco, come il bilancio comunale. Riaprite le fontane!

Avete notato che ad oggi, e da lungo tempo, nelle fontane di Bergamo non c’è una goccia d’acqua?
E non è certo per il gelo e per il pericolo di danni alle tubature: quest’inverno abbiamo avuto meno di 15 giorni sotto lo zero.

Sono spente la fontana Contarini, in Piazza Vecchia, quella di san Pancrazio, la “Zuccheriera” a Porta Nuova, la Fontana del Delfino in via Pignolo, la Fontana del Tritone in piazza Dante e molte altre fontane storiche, alcune delle quali sono parte della vita quotidiana dei bergamaschi da oltre 500 anni.
Nemmeno il lavatoio di via Mario Lupo, che ha un sistema di riciclo dell’acqua, è stato risparmiato da questa prolungata “chiusura rubinetti”.

I responsabili del settore in Comune, interpellati in merito, hanno dapprima tentato di farci credere che le fontane siano sempre state chiuse d’inverno, ma a furia di insistere la vera risposta alla fine è arrivata: “la protezione dalle gelate non è l’unica motivazione; l’accensione di una fontana (e non intendiamo fontanelle) richiede continue manutenzioni, pulizie e verifiche delle pompe (talvolta anche con necessità di interventi onerosi per sostituzione di componenti), oltre che un consumo di acqua e energia per farle funzionare. Quindi la scelta sembra dettata principalmente da principi economici, con i quali è sempre doveroso confrontarsi al fine di ridurre gli sprechi o comunque limitare i consumi.

Ora, va bene limitare gli sprechi, ma le fontane sono senz’acqua da oltre cinque mesi!
E poi, si può definire spreco l’erogazione gratuita di acqua potabile in un’area a forte presenza turistica? O non è piuttosto un servizio di base?

Altro aspetto importante da considerare: la mancanza prolungata di acqua espone questi manufatti al degrado, con vandalismi, deturpazioni e l’uso improprio come “panchine” per banchetti, senza alcun rispetto per il loro valore storico e artistico.

Considerando che alcuni di questi monumenti sono stati restaurati di recente (meno di 4 anni fa) con ingenti risorse pubbliche e private, come si può giustificare una scelta come quella del Comune?

Mentre i costi di TARI, parcheggi e asili nido volano, l’acqua potabile delle fontane diventa un “privilegio” negato, e si priva la città di autentici capolavori ornamentali studiati per impreziosirla: è questa l’ennesima tassa occulta che paghiamo per “rimettere in sesto” il bilancio comunale?

Poniamo alcune domande, e aspettiamo che chi ha la competenza ci risponda:
quanto si risparmia chiudendo le fontane?
– sono state esplorate soluzioni alternative (sponsorizzazioni, rateizzazioni, tagli altrove)? Con quale esito?
– entro quando verranno riattivate, restituendo alla città e a chi la visita un servizio pubblico e un patrimonio storico?

Sappiamo che da dieci anni a questa parte si è persa l’abitudine a dare risposte al propri rappresentati e ai cittadini e alle cittadine, e che le nuova Giunta è in piena sintonia su questa modalità con le precedenti, ma noi vogliamo essere ottimisti.
E abbiamo pazienza e costanza, ritenendo che la trasparenza amministrativa ed una precisa e puntuale rendicontazione delle risorse dei contribuenti siano un dovere dell’Amministrazione Comunale.