L'area che verrà privata degli alberi da parte di Ferretti Casa in via XXIV maggio a Bergamo

Via XXIV Maggio, l’ennesima (inutile alla città) strage di alberi?

Nelle settimane scorse si è ripetutamente parlato del probabile abbattimento della pressoché totale parte delle alberature presenti nell’ultimo lotto libero dell’area del vecchio ospedale.

L’area è stata acquistata poco più di un anno fa da Ferretti immobiliare, ed il progetto proposto prevede l’edificazione di 150 nuovi appartamenti (https://www.ferretticasa.it/immobili/conca-d-oro-bergamo/).

Centocinquanta nuovi appartamenti, al solito per abbienti, che andranno ad aggiungersi agli oltre diecimila già disponibili in città, tra sfitti ed in vendita.

Con l’aggravante della già prefigurata totale distruzione di tutto il patrimonio arboreo presente nell’area, costituito da decine di alberi sani e nell’età in cui garantiscono al meglio il loro contributo sistemico all’ambiente, per la produzione di ossigeno, per il contrasto alle isole di calore, per assorbimento delle acque meteoriche, quali ospiti di biodiversità animale, e quant’altro.

Alberi che, a nostro giudizio, essendo collocati prevalentemente in posizione perimetrale nel lotto, costituiscono un naturale, ideale ed efficace schermo verde contro gli inquinanti, prioritariamente le polveri sottili, provenienti dalle vie limitrofe, in particolare da Via XXIV Maggio.

Sapere poi che gli abbattimenti sarebbero previsti per la (necessaria?) realizzazione di nuovi parcheggi, con conseguente nuovo consumo di suolo, rende questo atto doppiamente grave, e per nulla in linea con ottiche di tutela del territorio che si pongono come obiettivo il contrasto al cambiamento climatico, per come il Comune di Bergamo si è impegnato fin dal maggio 2021, con una delibera votata all’unanimità dal Consiglio Comunale in favore della lotta al cambiamento climatico e per concretamente sostenere la Strategia di Transizione Climatica (STC).

Anche molte associazioni, ambientaliste e non, si sono opposte a questi abbattimenti, sottolineandone l’evidente inopportunità (citiamo Legambiente Bergamo e Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli), oltre che associazioni del quartiere che seguono la questione.

Ci facciamo pertanto alcune domande, che rivolgiamo direttamente agli Amministratori:

dove era il Comune di Bergamo in questi ultimi anni, e che in queste settimane si straccia le vesti nella figura dell’Assessora Ruzzini, che riesce unicamente a dirci, con estremo ritardo, che nulla può essere fatto per contrastare quest’ennesimo, ed evidentemente inutile, scempio del verde cittadino ?

– in quest’ultimo anno e mezzo, dopo l’acquisizione delle aree da parte di Ferretti, gli uffici comunali competenti non hanno visto il progetto presentato e preso coscienza di cosa comportava ?

– e perché, visto il progetto, non hanno come in loro potere chiesto correttivi adeguati ad evitare gli abbattimenti ?

perché il Comune ha già rilasciato i permessi di abbattimento, consentendo questa (inutile) ed ennesima distruzione di verde? Non dovrebbe avere l’ultima parola, ed avere la forza di esigere dal costruttore una revisione del progetto tale da salvare questo prezioso verde ?

Ma sembra il solito copione, visto ormai decine di volte, con la costante e reiterata distruzione del verde esistente, per sostituirlo con altro cemento ed asfalto, senza tenere in minimo conto l’opportunità di tutelare ciò che c’era prima, facendo studi specifici.

Patrimoni verdi, come crediamo sia questo il caso, che possano valere, in un’ottica di bene comune e tutela della salute pubblica, nella città tra le più inquinate d’europa, ben più di ciò che i privati propongono per i loro pur leciti interessi.

Constatiamo invece di avere un’Amministrazione che praticamente non ha mai difeso il verde, consentendone distruzioni sistematiche.

Distruzioni sistematiche del verde che abbiamo visto nel Parco Ovest I, nell’area delle Ex Segherie Beretta, sulla Briantea per la costruzione del Life Source, vicino ad Astino per la costruzione del parcheggio, per fare alcuni degli esempi più noti.

Distruzioni sistematiche del verde già previste in un prossimo futuro nel Parco Ovest II, e cosa ben più preoccupante, nei numerosi ettari che costituiscono il previsto intervento di Porta Sud, che altro non è che una mastodontica colata di cemento nel territorio compreso tra la stazione delle ferrovie e la Via Gavazzeni per l’ennesima ‘rigenerazione urbana‘.
Questo su un vastissimo territorio che è già nei fatti un area verde, e come tale andrebbe tutelata, non distrutta per come è previsto.