Dati sull'inquinamento a Bergamo

Rispondiamo all’assessora Ruzzini sul tema dell’inquinamento a Bergamo

Ringraziamo l’assessora Ruzzini per avere voluto commentare il nostro post di ieri, riferito allo sforamento del limite europeo di giorni con inquinamento eccessivo da polveri sottili; ci consenta tuttavia di meglio spiegare e ribadire perché le misure messe in campo ci sembrano fortemente insufficienti.

L’oggettività del fattore meteo sulle statistiche dei valori di inquinamento è indiscutibile, così come lo è che Bergamo supera i valori limite stabiliti a livello europeo e, ancora di più, quelli indicati come pericolosi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), da una quantità tale di anni che riferirsi alla pioggia o a una stagione secca in modo anomalo per commentare un anno, questo 2024, in cui abbiamo già dovuto respirare veleno per un numero di giorni eccessivo, ci sembra fuori ruolo.

In altri termini: ci aspettiamo una risposta politica, non una risposta “da politica”.

Nel luglio 2020 il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato un ordine del giorno che dichiarava lo stato di emergenza climatica per la città – lei c’era e sa di avere votato quell’ordine del giorno con la maggioranza.

Ci sembra che il tema non sia il clima del 2024, né il posizionamento, dopo anni, di una centralina a monitorare l’inquinamento prodotto dal terzo aeroporto italiano per traffico passeggeri, in perenne e incontrollata espansione, né qualche colonnina per il rifornimento di auto elettriche, né la citazione delle colpe del riscaldamento domestico, altro fattore alle nostre latitudini ineliminabile, almeno per ora.

Il tema è cosa si vuole concretamente fare nei limiti delle possibilità di un’Amministrazione Comunale per adempiere ai propri doveri nei confronti dell’emergenza climatica dichiarata e della salute della cittadinanza.

In questi anni il traffico privato è diventato sempre più soffocante a fronte di un trasporto pubblico sempre più sottodimensionato rispetto alle esigenze della città e della provincia.
Al netto delle buone intenzioni, l’impegno profuso per la gestione di parcheggi di auto private è stato molto più evidente rispetto all’aumento delle corse e all’ampliamento degli orari dei mezzi pubblici.

Il verde pubblico e privato sono diventati sempre più scarsi ed esigui, anche a causa degli interventi di Parco Ovest, Piazzale Alpini, Piazza Dante, tanto per citarne alcuni.
Immobili sempre più colossali e colate monumentali di calcestruzzo occupano aree sempre più estese della città, mentre i boschi urbani promessi al momento del voto restano parole e si trasformano in esili e deludenti giardinetti condominiali e aiuole a manutenzione comunale.

Non ultimo, i brindisi a festeggiare nuovi record annuali per l’espansione dell’aeroporto proseguono, senza che il tema, più volte sollevato dalla cittadinanza, del suo impatto inquinante sulla vita dei quartieri, trovi risposte credibili.

Su questi e altri temi, restano sempre più necessarie risposte che sono mancate per un decennio e che, a fronte di una città che esprime da anni un forte disagio, non possono più essere prorogate.

Il clima è un fattore che non possiamo determinare in modo puntuale e favorevole al determinarsi di eventi positivi.
Crediamo perciò che il compito di un’Amministrazione sia confrontarsi con un dato di fatto mettendosi nella condizione peggiore per garantire, quanto più possibile, la salute e il benessere dei cittadini.

P.S. Nelle immagini: IQA (Indice di Qualità dell’Aria) nella stazione di rilevamento di Via Garibaldi nei giorni scorsi e quantità e ripartizione della composizione del PM10 nel Comune di Bergamo nel 2021 (fonti ARPA)