Oggi, 25 novembre, è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e di genere.
L’osservatorio di Non Una di Meno che riporta un bilancio mensile, l’8 Novembre 2024, meno di venti giorni fa, contava 104 casi di femminicidi lesbicidi transcidi monitorati dall’inizio dell’anno.
L’Osservatorio ha registrato 87 femminicidi, 5 suicidi di donne, 1 suicidio di un uomo trans, 1 suicidio di un uomo, e 10 casi in fase di accertamento.
Si tratta di tutte morti indotte da violenza di genere e etero-cis-patriarcale.
Sono almeno altri 44 i tentati femminicidi riportati nelle cronache online locali.
Invitiamo chi segue la nostra pagina a partecipare al corteo che partirà oggi, 25 Novembre, alle 18.00 da Piazzale Marconi, davanti alla stazione di Bergamo.
Siamo convinti che la sicurezza non sia questione securitaria, ma sociale; che le strade sicure le fanno le persone che le attraversano. Crediamo che amministratori e amministratrici abbiano ampi margini di azione possibile nelle città per il contrasto alla violenza di genere.
Viviamo in una città di spazi negati, dove i e le giovani possono scegliere tra spazi privati a pagamento e luoghi dello shopping, ma non hanno la possibilità di crearsi luoghi di aggregazione e di socialità nei quali condividere esperienze, passioni, attivismo.
Viviamo in una città nella quale dopo l’orario di cena i mezzi pubblici non permettono il rientro a casa di chi sta in periferia o appena fuori città se non in completa solitudine.
In questi anni abbiamo visto giovani multati perché si sedevano sui gradini di Porta Nuova, perché si sdraiavano o giocavano sull’erba di un giardino pubblico, abbiamo visti spazi pubblici come Piazzale Alpini recintati e trasformati in spazi a pagamento, o come l’ex Principe di Napoli e la chiesa di S. Agostino tolti alla disponibilità della cittadinanza e destinati a nobili scopi che di fatto la escludono.
Abbiamo visto proliferare telecamere e polizia.
Quello che non abbiamo visto è un impegno per migliorare la vivibilità e la socialità degli spazi cittadini.
Barriere, telecamere e paura servono solo a spingere le persone, le donne, in casa.
Per liberare le strade dalla paura serve che venga portata la vita nella strade.
Ci sentiamo vicini allo slogan femminista “Me cuidan mis amigas, no la policia“, si prendono cura di me le mie amiche, non la polizia.
Da qui la scelta della locandina che accompagna il testo, con le firme tra le altre di Non Una di Meno Bergamo e Bergamo Pride.
Ci vediamo al corteo di oggi, 25 Novembre, alle 18.00 da Piazzale Marconi, davanti alla stazione FS di piazzale Marconi.


