Si è svolto il giorno 22/5/2025, presso l’università di Bergamo, l’incontro organizzato dal Segretariato Unesco di Bergamo intitolato “Città fortificata di Bergamo: piano di gestione, azioni in corso”, con l’obiettivo di fare il punto sulle attività in corso di svolgimento e in programmazione per il sito, con particolare attenzione alla componente rappresentata da Bergamo.
Abbiamo partecipato numerosi all’incontro, curiosi di cogliere elementi interessanti, e, non ve lo nascondiamo, per scoprire se il tema della vendita della ‘Casa del Custode’, seppur non richiamato nel documento ufficiale presentato, sarebbe emerso nel corso della mattinata.
Nelle prime ore abbiamo assistito a puntuali, ed a tratti, non ce ne vogliano i vari stakeholders intervenuti, soporifere relazioni su quanto già fatto ed in progetto.
Ma per fortuna, verso la fine della mattinata ci sono stati gli interventi dell’architetto Gianmaria Labaa (Istituto Italiano dei Castelli) e di Francesco Macario (Castrum Capelle), che hanno prepotentemente riportato a galla il tema della possibile alienazione della Casa del Custode da parte dell’Amministrazione Comunale di Bergamo.
Entrambi gli interventi, che ci è parso abbiano creato anche qualche imbarazzo, hanno nuovamente sottolineato l’evidente contrasto tra un piano di valorizzazione e gestione del sito Unesco e l’intenzione da parte di chi lo propone di volerne alienare e consentire la privatizzazione di una parte fondamentale, facendone venire meno l’unitarietà ed il valore di universalità ed identità della città richiamato da Unesco.
Sulla nostra pagina Facebook vi proponiamo, scusandoci per la qualità del video perché realizzato in condizioni non ottimali, l’intervento dell’architetto Labaa, di cui condividiamo pienamente i contenuti e le considerazioni.
Intervento tutto interessante, che giunge al cuore del problema dal minuto 7 della registrazione.
L’architetto ha ribadito ogni nostra preoccupazione nel merito della vicenda, rendendo pubblico anche il fatto che l’Istituto Italiano dei Castelli di cui lui è consulente scientifico ha provveduto nelle settimane scorse all’invio alla sede centrale di Unesco di una segnalazione specifica nel merito della questione.
Il dottor Claudio Cecchinelli, responsabile del Servizio Cultura e UNESCO del Comune di Bergamo, ha annotato le critiche ed incongruenze emerse, pur premurandosi di sottolineare che l’ipotesi di alienazione della Casa del Custode è scelta squisitamente politica, e che da tecnico in quella sede non poteva unicamente che riportare le osservazioni agli organi politici della città, come risultanza del dibattito.
Un risultato comunque significativo, che è forse anche conseguenza diretta della lettera inviata il 20 maggio scorso alla Giunta, che ha riportato il tema sotto i riflettori e di cui parliamo qui: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0NugTQ9MAu8yxwFtNkpWYC2a2BsMLVnCH8be6EWpUUmnCZ6SwFoHKXGRbLzqHZa2ul&id=61567115616899


