La Carrara e il nuovo board

Carrara, domande senza risposta: da ieri una in più.

1. Come vengono conteggiati nel bilancio gli introiti dei biglietti, come contributo privato o pubblico ?

2. È possibile avere contezza degli stipendi percepiti dai singoli dipendenti e in specie dal General Manager, con gli eventuali accordi accessori sugli introiti da sponsor ?

3. È possibile avere gli importi precisi degli introiti da sponsorizzazioni e la modalità di scelta degli sponsor stessi, oltre alle modalità di parametro tra importi versati e restituzione in visibilità ?

4. Sono disponibili i costi in dettaglio relativi alla gestione ordinaria ?

5. Sono disponibili i costi in dettaglio relativi alle iniziative straordinarie, e in particolare relativi alle mostre, oltre a criteri di sostenibilità economica che si adottano per valutare se una mostra, o un’altra iniziativa, siano realizzabili o meno ?

6. Quale dimensione hanno le iniziative ‘minori’ di sponsorizzazione, quali presentazioni di prodotti, cene in museo, ospitalità concessa a eventi terzi: quali introiti portano e con quali criteri vengono scelte ?

7. I concorsi che sono stati indetti avrebbero dovuto rendere pubblici da subito la Commissione giudicatrice, il numero e i nomi dei partecipanti, i criteri di selezione, la terna selezionata e i motivi della scelta finale.

8. Ritenete che la procedura scelta sia stata corretta e trasparente ?

9. Quali sono stati i criteri di scelta e di ripetuta riconferma di Gianpietro Bonaldi, che ha rivestito diversi ruoli a partire dalla partecipata COBE e fino alla riconferma recentissima come General Manager ?

10. I Conservatori – ruolo fondamentale nella sicura preservazione di un patrimonio che comunque è pubblico – non sono stati scelti con un concorso pubblico ma con chiamate ‘ad personam’. Ritenete che la procedura sia stata corretta e trasparente ?

11. Chi stabilisce modi, tempi, immagine secondo i quali il museo comunica all’esterno e attraverso quali persone ?

12. L’ultimo riallestimento per esigenze conservative e di accessibilità (a differenza di quello non rinviabile attuato nel 2007-2015) non era necessario ed è stato intrapreso a pochissima distanza di tempo da quello precedente. Quali sono stati i motivi ?

13. Quanto è costato e chi ne ha pagato i costi ?

14. Secondo quale selezione o quali criteri è stato scelto l’architetto progettista ?

15. Perché lo stesso architetto è stato anche incaricato della progettazione della nuova uscita e del giardino/bar ?

16. Nell’allestimento inaugurato il 23 aprile 2015 erano esposti 589 pezzi. La scelta di ridurre i pezzi esposti a 250 circa non costituisce un’oggettiva riduzione dell’offerta ai visitatori ?

17. Oltre a essere condotta con criteri perlomeno discutibili sul piano storico-artistico, avendo eliminato un importante numero di opere di grande significato a favore dell’esposizione della recente donazione Scaglia – questa scelta risponde agli intenti didattici, formativi, di documentazione della storia artistica di Bergamo e del suo territorio che erano nelle motivazioni del fondatore Giacomo Carrara ?

18. Questa stessa drastica riduzione assicura una corretta possibilità di visione e di studio dei pezzi non esposti ?

19. Con quali tempi e con quali costi aggiuntivi ?

20. E non pregiudica definitivamente la possibilità di avere nuove donazioni significative, visto che nessuno lascerà opere destinate a finire nei depositi ?

21. La nuova area esterna affidata alla gestione del “ Bistrot” adiacente il museo e ubicato nel suo giardino si configura come area funzionale al museo o piuttosto come area dipendente dall’attività del bar? In altre parole, il visitatore può fermarsi liberamente nell’area esterna e poi riprendere la visita alle sale, oppure è obbligato alla consumazione e poi indirizzato all’uscita ?

22. Quali servizi al museo sono stati richiesti e viceversa quali limiti di attività sono stati posti? Era previsto che tale Bistrot rimanesse aperto al pubblico anche in orari notturni e in giorni diversi da quelli di apertura della Pinacoteca stessa? Con quale criterio è stato scelto il gestore del nuovo “Bistrot”? Vi sono state difformità dalle autorizzazioni rilasciate, come risulterebbe da opposizioni e ricorsi in atto?

23. La sistemazione finale del giardino presuppone altre opere aggiuntive, che almeno riescano a mascherare le inappropriate opere di “modernizzazione” fatte all’interno di uno spazio vincolato ?

24. Con quale finanziamento è stata eseguita l’opera ?

25. Sono stati utilizzati fondi PNRR ?

26. A chi competono responsabilità e gestione dell’area compresa tra la Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti (oggi parte del Politecnico delle Arti)? Quale uso se ne immagina?

27. La“distribuzione” di dipinti negli uffici pubblici messa in atto negli ultimi anni è supportata da una puntuale verifica dello stato conservativo con cadenza almeno semestrale?

28. La conservazione della stragrande maggioranza delle opere in depositi non ne pregiudica la corretta conservazione?

E infine (fino alla prossima questione irrisolta…)

29. La Carrara e le nomine dell’Advisory Board, chi ha fatto le scelte e con quali criteri?