Arriva l'advisory board, ciao ciao Commissaria

La “Bergamo da bere” sostituisce la Commissaria della Carrara con un “advisory board”. Dalla cultura agli affari.

Il Comune di Bergamo ha nominato l’Advisory Board della Accademia Carrara, o forse della Fondazione Accademia Carrara, o forse la Fondazione Accademia Carrara ha nominato l’Advisory Board di se stessa.
Non è mai chiaro in questa Fondazione che un giorno è pubblica e un giorno è privata a seconda del vento, e dove non è mai chiaro chi scelga chi, per far che cosa.

Già l’uso di una definizione in inglese suona un po’ grottesca per il Consiglio di un museo, in un paese come l’Italia che pare i musei li abbia inventati, ma è più trendy (!).

Comunque un organo di questo tipo in Accademia Carrara c’era già nella storia ed era la Commissarìa voluta da Giacomo Carrara, confermata dall’Atto di Immissione del Comune nella titolarità del museo nel 1958, e cancellata di fatto dalla riorganizzazione della nuova Fondazione, nel 2015.

Fatto sta che l’Advisory Board risulta così definibile (da Wikipedia): ”advisory board (o consiglio consultivo) è un organismo che fornisce pareri non vincolanti di tipo strategico al management di una società, organizzazione o fondazione. La natura informale dell’advisory board consente maggiore flessibilità rispetto al consiglio di amministrazione”.

Dunque le persone sicuramente stimabilissime, a partire dal Presidente Gigi Ferrara, che sono state individuate, in sostanza daranno indicazioni sulle strategie dell’Accademia Carrara alla Direttrice e al General Manager.

Un ruolo decisivo, che è esattamente lo stesso che svolgeva appunto la Commissarìa prima, e poi, dal 1958, il Consiglio di Amministrazione, nominato dal Comune e dove sedevano esponenti della maggioranza comunale eletta, della minoranza, della Commissarìa stessa e delle Associazioni culturali.

Un buon equilibrio che assicurava pluralità di voci e contatti con le realtà della cultura cittadina.

Dunque torniamo alla questione iniziale: chi ha scelto i componenti dell’Advisory Board di fresca nomina, con quali criteri, con quale senso di rappresentatività rispetto alla città di Bergamo, con quale coerenza rispetto alla storia del museo?

Poiché dovranno svolgere l’importante compito di indirizzare l’attività di un grande museo pubblico, ci piacerebbe capirlo.