Istituto Italiano dei Castelli sconsiglia vendita Casa del Custode

Casa del Custode: anche l’Istituto Italiano dei Castelli suggerisce la sospensione della vendita. La lettera dell’architetto Labaa.

Anche l’Istituto Italiano dei Castelli, tramite l’architetto Gian Maria Labaa, profondo conoscitore del patrimonio storico della nostra città, scrive al governo della città ed al Consiglio Comunale nel merito della paventata alienazione della Casa del Custode.

Riportiamo qui di seguito il testo, che facciamo nostro.

“Alla Gentile Sig.ra Sindaca
ai Consiglieri del Comune di Bergamo
agli Assessori del Comune di Bergamo

Appello a tutti i Consiglieri comunali della Città di Bergamo per evitare la vendita della cosiddetta “Casa del Custode del Castello di San Vigilio”.

Lo scrivente Consiglio Scientifico dell’Associazione “Istituto Italiano dei Castelli Onlus”, che dal 1964 si batte per la tutela del patrimonio fortificato della Nazione, in particolare di quanto rimane di proprietà pubblica, presa conoscenza dell’inserimento del già ridotto compendio edilizio del Castello di San Vigilio nel novero delle proprietà comunali alienabili, segnatamente la cosiddetta “Casa del Custode”

CHIEDE

a tutti i rappresentanti della Città membri del Consiglio di adoperarsi per scongiurare tale ipotesi di vendita che risulterebbe esiziale per il Castello di Bergamo.

In particolare, richiama e fa presente quanto segue:

1. l’edificio in questione e dirette pertinenze comprendono una decina di strutture antiche afferenti alla fortificazione;

2. con impegno l’amministrazione Simoncini, nel 1957, riscattò da privati la “Casa del Custode” restituendola al patrimonio cittadino;

3. il detto compendio immobiliare è interamente inserito nell’ambito primario del Sito UNESCO (Nominated component), quindi di basilare importanza per il Sito stesso;

4. il luogo è sottoposto al vincolo diretto della Soprintendenza con quanto ne consegue;

5. la pianificazione urbanistica della città e del Parco dei Colli ha sempre inserito il Castello tra ivalori di massima tutela;

6. la dizione corrente di “Casa del Custode” non deve trarre in inganno. L’immobile corrisponde all’alloggio di chi stava a guardia della porta di accesso al Castello (il “contestabile”, cioè il custode), quindi risale ai primi anni Novanta del Cinquecento. Caratteristiche che un buon restauro può mettere in risalto (valorizzazione);

7. il cortiletto pertinenziale mantiene resti visibili dell’antica polveriera e il giardino custodisce i resti della chiesa del Castello;

8. si fa altresì presente che la cessione di questo edificio significherebbe perdere anche la proprietà di due lati murari tra i più importanti del Castello: il puntone di nord-est;

9. un non oneroso restauro ridarebbe al luogo la sua piena godibilità storico-architettonica, aprendo a una sua fruizione pubblica e culturale;

10. si rileva che questa alienazione renderebbe più difficile la valorizzazione complessiva del Castello;

11. si ritiene ipotetico che il competente Ministero (MiC) rinnovi la scaduta concessione a vendere;

12. ritiene paradossale che si voglia rinunciare a questo bene mentre si esalta l’ottenimento del Sito UNESCO e l’istituzione del Museo delle Mura, trattasi infatti di uno dei pochissimi elementi della Fortezza veneziana in possesso della Città.

Per quanto sopra si INVITANO i signori Consiglieri a non privare Bergamo di un bene che è storico, ambientale e culturale, nel quale si identificano non poche Storie della Città.

Bergamo, 21 marzo 2025

Per il Consiglio Scientifico
dell’Istituto Italiano dei Castelli Onlus

Il vicepresidente: arch. GianMaria Labaa”