Mal'aria aeroporto

Mal’aria, obiettivi chiari ed azioni concrete assenti?

Siamo a commentare ancora una volta la situazione di una città con aria avvelenata, o Mal’aria come dice il nome del rapporto annuale di Legambiente.

In realtà abbiamo finito le parole e siamo stanchi di sentirne di inutili.

Assessora Ruzzini, non ci basta il “meno peggio” rispetto ad altre città della regione.

Né ci basta l’ennesima ovvia constatazione che bisogna agire sui trasporti senza che nulla cambi là dove è necessario intervenire, cioè sull’offerta di trasporto pubblico alternativa al traffico privato.

La constatazione che la centralina di Colognola non rileverebbe dati diversi rispetto al centro città, il che assolverebbe l’Aeroporto da una quota rilevante dell’inquinamento cittadino ci sembra davvero fuori luogo: l’inquinamento aeroportuale non si ferma alla circonvallazione e limitare il traffico aereo non può fare che bene ai polmoni dei cittadini e delle cittadine bergamasche.

Una città di 120.000 abitanti con un aeroporto che è terzo per traffico passeggeri e sesto per traffico cargo in Italia non può esserne felice, né orgogliosa dei record annuali con numeri crescenti: chi brinda sul Titanic che affonda è meno stupido di chi persiste sapendo le conseguenze nefaste dei propri comportamenti.

In assenza di allevamenti intensivi in città (citazione, ma perché un’osservazione così fuori luogo?) crediamo che l’incremento dell’offerta di trasporto pubblico sia un’esigenza urgente troppe volte rimandata.
E che l’idea che è sottesa all’espansione indeterminata dell’aeroporto con il suo portato di turistificazione debba essere superata mettendo al centro dell’interesse dell’amministrazione la qualità della vita e il benessere della cittadinanza.