Delle due l’una: o hanno concordato (con chi?) cosa dire, oppure proprio non ha capito dov’è.
La nuova direttrice dell’Accademia Carrara si presenta in questi giorni sull’Eco di Bergamo, supportata da una giornalista che esprime pesantissimi giudizi sul dibattito che si è sviluppato in città (senza mai esservi stata presente, dimostrando in questo modo grande deontologia professionale…).
Apprendiamo da questa esternazione a tutto campo che la Carrara è stata guidata benissimo finora ma deve ripartire su nuovi binari, che ci sono grandi progetti ma che intanto si ricomincia dalla ‘pittura su pietra’ proposta dalla predecessora Martina Bagnoli, costretta alle dimissioni, che sortiranno meraviglie dai depositi in un’ottica celestiale in cui non esiste contrapposizione tra valorizzazione e tutela.
Leggiamo poi altre perle secondo cui ‘grande attenzione è stata prestata alle esigenze dei pubblici’ (quali?) e soprattutto ‘è stato approntato un allestimento indiscutibile’ (tacendo che l’architetto progettista è un suo amico).
C’è pure la nuova intuizione geniale che ‘la relazione con la creatività contemporanea è importante per un museo di arte antica’ : pare che lo dicesse già Giacomo Carrara, ma forse non aveva registrato il diritto d’autore.
Insomma una visione, nel senso letterale del termine, che oscilla tra ingenuità e propositi velleitari, con un colpo al cerchio e uno alla botte, aprendo un dialogo tra gli opposti in una marmellata dove tutto va bene.
Sembra mancare proprio un progetto scientifico coerente, cioè ciò che il Direttore scientifico dovrebbe configurare.
Quale sarà la linea della nuova direttrice? Grandi mostre internazionali o arte del territorio? Esposizioni monografiche per autore oppure tematiche? Arte rinascimentale, barocca, neoclassica, romantica? Un lavoro sul collezionismo o percorsi nelle evoluzioni degli stili?
Per qualcuno che va dirigere il nostro più importante museo e uno dei principali in Italia ci saremmo aspettati almeno qualche accenno di queste materie.
Invece nulla: in compenso si “butta lì” di spostare la pala di Lorenzo Lotto dalla chiesa di San Bernardino dove sta ‘ab origine’ all’Accademia Carrara.
Noi ci chiediamo: perché, direttrice? Qual è il senso di questo costoso e delicato e a nostro giudizio improvvido spostamento?
Auguriamo alla nuova Direttrice tutto il bene possibile, ma l’esordio è sconfortante. Che poi si faccia fotografare davanti al ‘cimiterino’ di busti minacciosi in penombra che fan da corollario alla sala della pittura veneta rinascimentale…. beh, non sembra una buona scelta, se non altro per scaramanzia.


