In un articolo recente l’Eco di Bergamo fa il punto sulla situazione del Castello di San Vigilio (di proprietà comunale).
In sintesi, a fronte di un aumento non trascurabile di interesse turistico, ogni anno che passa registra un peggioramento della situazione rispetto al precedente.
Il castello è in pessime condizioni, la casa del Castellano è ormai “un edificio malmesso”, la casa del Capitano è ridotta a pareti tenute in piedi solo da impalcature, senza tetto, con piante infestanti che hanno colonizzato ogni interstizio, la casa del Custode “ormai avvolta dall’edera, dipinta dalle macchie gialle di gelsomino invernale”.
La fortezza si sta sbriciolando, un pezzo alla volta.
Un po’ di storia degli ultimi anni.
A impegnarsi nella difesa di un edificio storico e bene comune prezioso per la città è, dal 2017, l’associazione «Castrum Capelle», che riunisce architetti, storici, archeologi, urbanisti, artisti e cittadini, che si sta dando da fare per valorizzare la fortezza.
Nel 2019 il gruppo riuscì a far togliere dal piano delle alienazioni la casa del Custode e, soprattutto, a far sì che il Consiglio Comunale approvasse all’unanimità l’impegno di inserire nel Piano triennale delle opere pubbliche una specifica voce di spesa per il consolidamento della casa del Castellano e il miglioramento della segnaletica rivolta ai turisti.
Nel luglio 2022 per sensibilizzare i bergamaschi Castrum Capelle (con il sostegno dell’associazione Città Alta e i Colli, No Parking Fara e Bergamo Bene Comune) lanciò una raccolta firme, affiancata da un’attività «per aiutare l’amministrazione a raccogliere fondi per mettere in sicurezza la casa del Castellano». Dopo i sopralluoghi – parliamo di due anni e mezzo fa – il Comune stimò che per portare a termine l’intervento sarebbero serviti 100 mila euro.
Centomila euro.
Oggi, ancora, l’associazione chiede al Comune un intervento manutentivo sul castello: «Se non si fa qualcosa il rischio è il crollo di alcune parti. Come la casa del Capitano: una volta crollato il tetto, la situazione è degenerata. L’ultimo intervento importante che si ricorda risale agli anni Sessanta, con il sindaco Simoncini».
Tutto ciò che l’associazione chiede, come già nel 2022, è almeno la messa in sicurezza del fabbricato. Ma la risposta è, ancora una volta, sconfortante: «Le casse comunali devono fare i conti con interventi più urgenti – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota -. Dobbiamo mettere mano a tante scuole, stiamo lavorando ai nuovi asili nido e dobbiamo affrontare tutte le opere per la messa in sicurezza idraulica, dallo scolmatore del Tremana alla vasca di laminazione di Astino, opere che magari passano inosservate, ma che sono in queste momento fondamentali.
Mi piacerebbe poter prevedere un intervento sul castello di San Vigilio, ma in questo momento le priorità sono altre e non credo sia possibile reperire risorse nel prossimo bilancio».
È curioso che sia lo stesso Ferruccio Rota che da consigliere comunale nel gennaio 2019 presentò, con Roberto Amaddeo e Federica Bruni, un Ordine del Giorno urgente che impegnava la giunta “ad inserire nel Piano triennale delle opere pubbliche il consolidamento e la messa in sicurezza della porzione di fabbricato, oggi inagibile, denominato Casa del Castellano”, dopo che la seconda Commissione Consiliare aveva constatato con un sopralluogo al Castello “lo stato di degrado, in particolare della casa del Castellano“.
Cambiano le priorità e recintare spendendo 800.000 euro un’area come Piazzale Alpini a beneficio di un privato è un interesse che ha sopravanzato la messa in sicurezza del complesso di San Vigilio, parte delle opere di fortificazione Patrimonio Mondiale Unesco, che attende da ormai sei anni.
Ottocentomila euro. Non è mancanza di risorse, evidentemente, ma questione di scelte amministrative.


