Come recita il nostro manifesto, siamo un gruppo aperto di cittadine e cittadini che ha deciso di prendere voce e costruire insieme un progetto per il futuro della città di Bergamo.
La nostra impronta vuole essere politica, civica, apartitica.  

Ci accomunano principi e valori fondamentali: il rispetto della Costituzione, l’antifascismo, il rifiuto di ogni forma di razzismo e sessismo

Chi ha dato origine al gruppo ha una storia di partecipazione a tante Associazioni, Comitati, Collettivi e Gruppi accomunati dall’intenzione di cambiare un destino che sembra sempre più segnato per Bergamo.
La Bergamo degli ultimi anni, soprattutto negli ultimi dieci/dodici anni, sembra essere sempre più città a misura del turismo di massa e non di chi la abita: una città al servizio dell’aeroporto che sempre più diventa, in troppi ambiti, uno spazio inospitale per troppi cittadinə ma nel contempo occasione di affari e arricchimento per pochə, pochissimə privilegiatə.  

Veniamo da storie di opposizione critica, da attivistə di NoParkingFara, come quella alla costruzione del Parcheggio alla Fara o agli abbattimenti ingiustificati di alberi avvenuti in mille realtà cittadine (da Piazza Dante al Parco Ovest), di critica costruttiva alle ormai troppe edificazioni, sempre descritte come ‘rigenerazioni urbane’, che spesso hanno solamente sottratto verde vergine alla città, incrementando di anno in anno il consumo di suolo.  

Esprimiamo il nostro dissenso verso il rifacimento cementificatore di Piazzale Alpini, che ha sottratto uno spazio verde pubblico alla città, per darlo in gestione permanente appaltandone l’uso a privati, senza però dare una risposta al degrado della zona, argomento che il Comune aveva usato per motivare una cancellata e un utilizzo consumistico.

Come successo in maniera simile anche per altri rifacimenti simili che hanno coinvolto tanti ambiti urbani pubblici cittadini, rimasti sì pubblici, ma sempre più asfaltati, cementificati o pietrificati.
E spesso rifatti con uso di ingenti risorse pubbliche senza significativamente incrementarne la dotazione di verde, che è invece bene sempre più urgente e necessario in una città che per lunghi mesi dell’anno soffoca nello smog, principalmente prodotto da un traffico privato cui non sembra si voglia porre freno o limitazione alcuna.  

Riteniamo che il trasporto pubblico debba essere privilegiato e maggiormente sostenuto rispetto a quello privato, e rileviamo che mentre la qualità del servizio pubblico diventa sempre meno accettabile il Comune, tramite la sua controllata ATB, investe in parcheggi che invece incentivano il traffico che sta soffocando la città e il suo hinterland.

Critichiamo l’espansione dell’aeroporto senza limiti e rispetto per la salute delle persone, così come il progetto di futura linea ferroviaria per Orio che consuma suolo e isola un intero quartiere.  

Poniamo la questione dell’utilizzo e della fruizione dei beni comuni, come l’ex asilo Principe di Napoli, tolto alla fruizione dei cittadini e delle cittadine, quello degli affitti impossibili e che crescono esponenzialmente in virtù della destinazione a B&B delle case private, che rende impossibile a giovani famiglie e a persone a basso reddito esercitare il diritto alla propria abitazione, quello delle persone senza casa e quello della quantità inaccettabile di case non abitate ed in continua costruzione, cioè delle case senza persone.

In quest’ottica di attenzione e salvaguardia dei beni comuni si è fatta la campagna #salvasanvigilio, che ha portato in tempi recenti, grazie anche al sostegno di altre realtà associative, al risultato di far togliere la casa del custode, parte del castello di san vigilio, patrimonio unesco, dalla lista dei beni comuni comunali alienabili.  

Critichiamo la crescente politica securitaria delle giunte comunali che ha creato dei ghetti di disagio in città e pretende di governarli, da anni e senza risultati apprezzabili, con vigili, polizia e telecamere, in un’assurda competizione a chi è più forte e arrogante; un impegno ed analisi delle politiche amministrative ha portato molti cittadini e cittadine ad una nuova consapevolezza, che però non ha avuto un seguito e un riscontro politico da parte dei partiti che formano il Consiglio Comunale di Bergamo, neanche da coloro che la governano da dieci anni e si dichiarano “progressisti”.  

Facciamo parte di quel grande numero di abitanti della città che non si sente attualmente rappresentato né considerato, e che spesso probabilmente non ha espresso una preferenza nelle ultime tornate elettorali: per questo intendiamo continuare a praticare cittadinanza attiva, come entità autonoma e di coordinamento e rappresentanza di chi si oppone alla Bergamo da consumare, asfaltare, cementificare, commercializzare, avvelenare e vuole viceversa una città viva e sociale, popolare e attenta alla propria dignità culturale ed alla qualità dell’ambiente, del verde, dell’aria che respiriamo.  

Per noi è evidente che la democrazia rappresentativa a Bergamo ha espresso negli ultimi mandati giunte comunali incapaci di ascolto, di autocritica e di una cura reale per la città e i suoi bisogni, in questo aiutate da un’opposizione sostanzialmente inerte.

Ci sembra che il tema della partecipazione attiva ai processi di trasformazione della città e della condivisione delle decisioni sul loro futuro destino sia sempre meno considerato dalle ultime amministrazioni, preoccupate unicamente dal comunicare decisioni già prese, spesso, con soggetti privati, senza alcun coinvolgimento significativo preventivo dei cittadini nelle decisioni; la creazione delle ‘Reti di quartiere’, sulla carta delegate a questo compito, si è infine tradotta molto spesso in un’azione che, anziché portare la voce della cittadinanza coinvolta in fase progettuale, si è ridotta a smorzare ‘malumori’ ed a fare da portavoce nel territorio dei tanti progetti calati dall’alto senza reale ascolto.  

Il nostro impegno è continuare, come in passato, a esercitare la critica civile che ci ha contraddistinto. Vogliamo che la cittadinanza abbia voce nelle scelte che cambiano la vita della propria città, auspichiamo una democrazia partecipativa che condivida per tutta la durata del mandato elettorale tra eletti, elettori ed elettrici le scelte importanti per il futuro.

Bergamo deve tornare ad essere una città veramente di tutti e tutte, che abbia al centro la socialità, il rispetto per l’ambiente e l’accoglienza.