Come abbiamo raccontato, nel 2016 il Comune di Bergamo indice un concorso per il rifacimento di tre piazze, di cui una in particolare è diventata emblematica del modo di concepire gli spazi, la politica, il rapporto con la cittadinanza, il concetto di cultura a Bergamo: Piazzale degli Alpini.
1) Piazza degli Alpini: trama urbana nel centro di Bergamo
Ci eravamo lasciati con l’assegnazione allo studio Capitanio della riqualificazione di questo spazio. E partiamo qui da quanto scrivono sul loro sito:
- l’intervento di riqualificazione di Piazza degli Alpini, realizzato per il Comune di Bergamo, si pone al centro degli interventi di riqualificazione del sistema degli spazi pubblici caratterizzanti la città in pieno rilancio urbanistico
- progetto dal budget limitato che ha recuperato la dimensione collettiva del più grande spazio aperto della città attenuando le annose problematiche sociali che lo affliggevano, un ambito centrale ma al tempo stesso frequentato principalmente da gruppi di persone escluse e ai margini, pedoni affrettati e indifferenti
- pensata come un grande plateau da fruire liberamente e capace di rifondare questo luogo con rinnovato senso di appartenenza alla città
- spazi aperti e visuali libere e sicure che consentono di mettere in scena nuovi comportamenti urbani collettivi quali eventi, cinema all’aperto, padiglioni temporanei e mercati rionali
- la percezione d’insieme della piazza favorisce l’interesse da parte dei passanti e ne incrementa il comfort, la sicurezza e il controllo
- con l’intento di portare i visitatori a transitare al centro e non più ai margini tutti i dislivelli verso i lati della piazza sono superati da un attento gioco compositivo che genera una rampa e una scalinata
- i flussi di percorrenza pedonale, principalmente generati dalla vicinanza di numerosi istituti scolastici e della stazione ferroviaria, hanno rivestito un ruolo primario nella rigenerazione dello spazio e sono stati indagati per favorire un attraversamento costante della piazza nell’arco dell’intera giornata, anche ai fruitori diversamente abili
- gli alberi sono registi, custodi e grandi attori della piazza
- con l’intento di valorizzare le grandi piante storiche e di pregio il progetto ha spostato alcuni alberi più giovani in altri parchi della città
“L’analisi dei luoghi e degli usi dell’ambito di questo progetto hanno portato a pensare alla nuova Piazza Alpini quale un’architettura che non detti un “comportamento” ma che favorisca un utilizzo imprevedibile e in continua evoluzione da parte della cittadinanza per poter stare in una dimensione collettiva, ritrovarsi e socializzare.” (Remo Capitanio)
Nelle intenzioni del progettista, quindi, c’era la volontà di creare uno spazio veramente innovativo laddove si riteneva ci fosse esclusivamente desolazione e marginalità.
Certamente negli anni Piazzale degli Alpini aveva acquistato una fama negativa e non completamente immeritata.
Con la crescita del flusso migratorio e l’aumento delle situazioni di marginalità, il piazzale era diventato un punto di ritrovo fisso per senzatetto e sbandati, anche per la conformazione architettonica (dislivelli e zone d’ombra) che facilitava lo stazionamento prolungato. Inoltre, la posizione vicino alle stazioni autolinee e della ferrovia aumentava la possibilità di un uso improprio dello spazio.
Nel 2010, le cronache locali come l’Eco di Bergamo parlavano di una piazza “allo sbando”, dove nonostante i tentativi di rivitalizzazione estiva, tornavano prepotentemente spaccio e degrado; la piazza era stata da poco sistemata (con una spesa di 900.000 Euro) in occasione del raduno nazionale degli Alpini, di cui qui il quotidiano ricorda i momenti salienti in un articolo del 2018; il sindaco Franco Tentorio dava le sue ragioni e proponeva le sue ricette in questo articolo, auspicando che si facesse avanti qualcuno a rivitalizzare l’area con il supporto del Comune.
Citiamo qualche passo interessante dell’articolo:
«Mi soffermo innanzitutto sul problema della droga e dello spaccio. In generale sappiamo che nelle città è un fenomeno mobile, ora si sviluppa in un’area, ora in un’altra. Se rivitalizzi uno spazio, il problema si sposta in un altro. Questo per dire che noi ci prendiamo le nostre responsabilità – ha dichiarato il sindaco – ma allo stesso tempo per rimarcare la necessità di una collaborazione con le forze dell’ordine. È innanzitutto compito loro garantire la sicurezza in ambito urbano e poi c’è la corresponsabilità della polizia locale che nell’ultimo anno ha ottenuto ottimi risultati (…)
(…) Oltre ai controlli serve anche un intervento riorganizzativo e non repressivo a ridare vitalità a un piazzale tornato tristemente nel degrado. «L’Urban center può essere una carta importante – ha sottolineato il sindaco –. Lì, d’intesa con la Provincia, porteremo tutte le iniziative turistiche, compreso il deposito bagagli.
(…) Nella mia idea, parallelamente ai progetti in corso che riguardano la costruzione definitiva nell’Urban center del deposito bagagli e lo Iat (informazione accoglienza turistica, ndr), c’è l’ambizione di riproporre quel tipo di serata (nella serata del 19 dicembre 2009 l’Urban center si era riempito di giovani di tutte le età che avevano partecipato al party musicale per festeggiare Artway, l’iniziativa promossa in collaborazione con Ascom e Confesercenti) almeno in altre due occasioni. Punto d’informazioni durante il giorno e ottima realtà aggregativa la sera. Il modo per realizzare un progetto del genere si può trovare e presto ne parlerò con gli altri assessori».
C’era quindi, nel 2016, un’attenzione al tema non solo del momento ma maturata già nell’ambito della precedente amministrazione.
2) Si mettono le basi.
Il 15 Giugno 2017 la Giunta comunale, presieduta dal sindaco Gori, approva lo studio di fattibilità proposto dall’assessore ai Servizi Pubblici e redatto dall’architetto Gianluca Della Mea sotto il titolo di “Riqualificazione di Piazzale Alpini“.
Da notare che, come recita la delibera, il preliminare era già stato approvato un anno prima, il 19 Maggio del 2016, ma nessuna proposta era stata ritenuta meritevole.
Nel frattempo, tuttavia, la cifra destinata era passata dai 600.000 ad un milione di euro.
Cosa prevede questo documento? Vediamone alcuni stralci.
- la riqualificazione dell’attuale piazzale Alpini si inserisce in un più articolato programma di
sviluppo locale orientato a migliorare l’immagine dell’asse Centro/Stazione offrendo ai suoi
utilizzatori (turisti, studenti. pendolari, residenti e addetti delle attività economiche) uno spazio
pubblico utile, capace di ospitare nuove gamme di funzioni per servizi e tempo libero e sicuro - questo rinnovato ruolo attivo della piazza/parco si propone di animare, attrezzare, presidiare,
coinvolgendo tutti gli attuali e futuri fruitori nell’utilizzo e cura dello spazio pubblico - il piazzale deve divenire anche snodo fondamentale del sistema di spazi pubblici (…) che drenano ed orientano i percorsi dei fruitori del sistema intermodale (…) costituito dalle Stazioni Autolinee
con adiacente struttura delle pensiline. Tranviaria (TEB) con i suoi spazi aperti di servizio,
Ferroviaria (RFI) con il rinnovato piazzale Marconi ed il futuro spazio IAT, dai Parcheggi di
interscambio (via Bono, Metropark), dai Servizi di Bikesharing e di Carsharing).
Risulta quindi chiarissima la funzione di hub di interscambio e di luogo centrale per la mobilità di chi per quello spazio si trova a passare, Non luogo chiuso, ma piazza di incontro e di scambio aperto e mobile.
Vi abbiamo già dato abbastanza materiale su cui riflettere. Ci fermiamo qui.
Ci vediamo alla prossima puntata (qui puoi leggere o rileggere la prima puntata della nostra storia di Piazzale degli Alpini).


