Comune e Casa del Custode: intepretazione creativa della lettera della Soprintendenza “pro domo “loro””?

Il Comune di Bergamo, dando una sua interpretazione distorta delle osservazioni della Soprintendenza, vuol procedere, contro ogni urgenza e necessità, all’alienazione di un importantissimo bene pubblico, patrimonio Unesco della città.

Ringraziamo il Comune di Bergamo di avere dato al giornale la risposta che doveva essere inviata a noi e che non ci sembra sia ancora arrivata, dopo ben cinque mesi dalla prima richiesta.

Tuttavia non ci sembra per nulla soddisfacente, e soprattutto ci appare parziale.

Per questo pubblichiamo l’intera comunicazione della soprintendenza, in modo che non solo chi ci segue, ma anche i lettori dell’Eco di Bergamo possano farsi un’idea più precisa e meno di parte.

A nostro avviso il contenuto, e la corretta interpretazione della lettera inviata al Comune di Bergamo, è quello di dirci che pur essendo confermata la possibilità di vendita fino dal 2016, le condizioni generali legate allo stabile da allora siano diverse, e pertanto si suggerisce di trovare da subito, ci sembra evidente, altre strade diverse dalla vendita.

E non come il Comune interpreta, in modo distorto, che le diverse opzioni vadano valutate nel caso la vendita non andasse a buon fine, condizione che il documento non riporta in alcuna maniera.
Una differenza di lettura ed interpretazione del documento non da poco.

Ovviamente confermiamo l’intenzione di rivolgerci al Difensore Civico in assenza di una formale risposta da parte dell’assessore Gandi.

Da ultimo, riguardo alla presunta principale motivazione alla vendita “dettata da ragioni di bilancio” non possiamo che ricordare che non più tardi di un mese fa si era annunciato che i conti sono in ordine: https://primabergamo.it/economia/il-comune-di-bergamo-e-la-sua-galassia-hanno-i-conti-in-buona-salute-lo-dice-il-bilancio-consolidato/