Finanziamento pubblico a fondo perduto della piscina del Seminario

Per i privati è sempre Natale?

È di questi giorni la notizia che entro la prossima estate la piscina del Seminario in Città Alta, ferma da lungo tempo per problemi di sostenibilità a causa degli alti costi di gestione, verrà riaperta al pubblico.

L’intento è di dare un’alternativa ai praticanti del nuoto alla Piscina Italcementi, che dall’estate prossima verrà chiusa per almeno due anni, per una profonda ristrutturazione tecnica, per risolvere il problema dell’obsolescenza della struttura ed il nodo dei crescenti costi degli ultimi anni, ormai diventati insostenibili per l’Amministrazione che ancora gestisce la struttura.

Non possiamo che rallegrarci del fatto che una struttura sportiva torni nuovamente operativa, e nuovamente a disposizione dei cittadini.

Ma non possiamo esimerci dal porci la solita domanda su come questa Amministrazione decida le priorità su come spendere i soldi pubblici di cui dispone.

Infatti la piscina del Seminario ci risulta essere di proprietà e gestione interamente private, e così sarà anche dopo la ristrutturazione, seppur con accordi condivisi con l’Amministrazione sull’utilizzo futuro.
Quindi perché l’Amministrazione di Bergamo, su un totale di spesa previsto di circa 500.000 € si impegna a pagarne la metà, cioè ben 250.000 €, a fondo perduto ed a vantaggio di un privato?
Quali reali vantaggi si avranno per la futura utenza pubblica, non essendoci ad ora nessuna indicazione sui futuri costi finali per l’utenza?

Costi ancora da definire, e di cui non abbiamo alcun dato preciso.

Non sarebbe stato più opportuno investire questa significativa cifra nella manutenzione delle Piscine Italcementi, che sono invece di proprietà e controllo ancora completamente pubblico, almeno per ora?
Oppure anche in altri ambiti che necessitano di urgenti risorse, quali per esempio la messa in sicurezza della parte pericolante, ed a serio rischio di crollo, del Castello di San Vigilio?

Ci sembra che nelle priorità e nella gestione delle risolse pubbliche ci sia sempre un occhio di riguardo per gli interessi privati, più che al bene pubblico.

Come per esempio abbiamo visto nella vicenda di Piazzale Alpini, prima cementificato, e poi sostanzialmente privatizzato, con soldi interamente pubblici, anche tramite la contestatissima recinzione, costata ben 800.000 €.

Ed una incomprensibile, oppure comprensibilissima trascuratezza, se si misurano le questioni in termini di puro profitto ed interesse a favore del privato di turno, per le tante situazioni che meriterebbero la giusta attenzione e risorse pubbliche.