Se l’autoritarismo fosse sufficiente per ben governare, si potrebbe leggere questa decisione come un buon segno.
Purtroppo è solo indice dell’arroganza con la quale si pensa di sostituire il dialogo, una scelta che non porta mai a buone decisioni.
Con tutta la stima possibile nei confronti della nuova direttrice, alla quale auguriamo buon lavoro nell’interesse della Carrara e della città, ci chiediamo come sia possibile prendere la decisione della nomina ignorando non solo le molte voci critiche, che hanno chiesto trasparenza e spiegazioni, ma anche il disastroso dualismo con la figura del general manager che ha portato già due direttrici alle dimissioni.
La toppa su un tessuto logoro rischia di creare strappi ancora più grandi e visibili, ancora più dannosi e difficili da ricucire.
Resta la sgradevole impressione che la nomina, forse affrettata, serva più che a ogni altro scopo a eludere le domande poste dalla cittadinanza. Ma il “mettere tutto a tacere” non funzionerà.
Le domande restano, da domani verranno poste anche alla nuova direttrice; le riproponiamo ancora in immagine.
E resta l’attesa della risposta. Ineludibile, perché non si spengono le voci dei cittadini e delle cittadine che amano l’Accademia Carrara e la città.
P.S. Sottolineiamo anche che a seguito della nomina di ieri andrebbero aggiunte almeno un paio di domande alla già lunga lista originale:
– Il CdA della Fondazione ha valutato in modo approfondito, per evitare ricorsi, la legittimità della nomina diretta senza un nuovo bando di concorso?
– Il CdA ha valutato che la nomina effettuata, essendo la nuova Direttrice compagna del progettista dei nuovi giardini della Carrara, pone ulteriori interrogativi sui criteri della scelta?


