Quello che segue è il testo della lettera che abbiamo spedito ieri a tutti i membri della Giunta Comunale di Bergamo.
OGGETTO: richiesta di immediata sospensione delle procedure di vendita della Casa del Guardiano nel Castello di San Vigilio
Gentilissimi,
con la presente chiediamo con la massima urgenza un ripensamento in merito all’imminente indizione della gara per la vendita della casa del Guardiano nel castello di San Vigilio. Tale decisione, concernente un bene di innegabile rilevanza storica, monumentale e paesaggistica, come riconosciuto dalla stessa Amministrazione con la richiesta di riconoscimento UNESCO per il sistema difensivo medievale e rinascimentale della città, desta profonda preoccupazione in molti dei cittadini consapevoli dell’importanza di questo sito per la storia di Bergamo.
Si chiede pertanto un segnale concreto di disponibilità da parte di questa spettabile Giunta Comunale, attraverso un formale atto di indirizzo che blocchi immediatamente le procedure amministrative relative alla vendita. Questa sospensione, non implicando in prima battuta variazioni di bilancio, è indispensabile e propedeutica a una più approfondita valutazione della scelta di alienazione.
Restiamo in attesa di un Vostro tempestivo riscontro, confidando nell’attenzione da parte di tutti – Istituzioni e Cittadini – alla tutela del patrimonio culturale di Bergamo e al significato del Castello per la nostra Storia.
Questa nostra lettera giunge a seguito delle notizie degli ultimi mesi che confermano l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di includere la Casa del Custode, facente parte del complesso Unesco del Castello di San Vigilio, nella lista dei beni alienabili 2024/2027.
Già molte realtà cittadine hanno chiesto un ripensamento nel merito di questa scelta.
Ma i pareri di Castrum Capelle, dell’Istituto Italiano dei Castelli e di Italia Nostra Bergamo, giunti prima e subito dopo la votazione in Consiglio Comunale che ne confermava la messa in vendita, sono stati totalmente ignorati.
Pertanto tale intenzione, che prevede come prossimo passo amministrativo la messa all’asta, è ad oggi confermata.
Progetto BASE preoccupato da tutto questo ha preso carta e penna ed ha scritto alla Giunta.
Chiediamo un concreto segnale di ripensamento, sospendendo l’iter in atto, scelta che reputiamo necessaria e propedeutica all’apertura di una proficua collaborazione con ogni realtà cittadina e culturale della città, alla ricerca di soluzioni che scongiurino la vendita di un immobile pubblico storico, facente parte del patrimonio Unesco, mantenendo l’unitarietà ed il valore del complesso del Castello di San Vigilio.


