Oggi vorremmo decostruire la solita rumorosa propaganda dell’amministrazione sul tetto del Parcheggio della Fara.
Propaganda.
Dice un post del Comune di Bergamo con Oriana Ruzzini, Elena Carnevali e Marco Brembilla: “Nuovi Giardini della Fara e scalinata panoramica: Bergamo si arricchisce di un nuovo percorso verde”.
Realtà.
No, non è un nuovo percorso verde: lì c’era il colle di S. Eufemia, il verde non è mai mancato ed era veramente un bosco, non green washing. È stato abbattuto, la collina scavata e fatta saltare in aria con le mine.
Propaganda.
Sostenibilità ambientale, con un sistema di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione
Realtà.
No, non è sostenibilità ambientale: il giardinetto stentato che è stato messo dove c’era il bosco copre un parcheggio di quasi 500 posti, che permette potenzialmente a circa 5000 auto al giorno di inquinare l’aria della città attraversandola integralmente; sostenibilità ambientale sarebbe un azienda trasporti e un servizio pubblico che svolga il suo compito invece di distruggere l’ambiente e costruire parcheggi di nove piani all’interno del sito Unesco.
Propaganda.
Un collegamento tra storia e natura.
Realtà.
No, non ci sono né storia né natura, solo la speculazione di una multinazionale dei parcheggi che ha imposto con arroganza e con la complicità delle giunte Gori il proprio interesse alla città. Il ripristino, discutibile e parziale, del profilo preesistente era solo un obbligo da ottemperare per evitare non conformità con le prescrizioni e le specifiche indicazioni della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero dei Beni Culturali, inviate al comune tramite la Soprintendenza.
Di ecologistə come voi il pianeta ne farebbe volentieri a meno.
Avremmo preferito un’altra storia, che avesse lasciato in pace la natura.
* Nelle foto il Colle di S. Eufemia prima, il Parcheggio della Fara oggi.*


