La Gargana e il luna park

Greenwashing, panem et circenses. Come la Capitale della Cultura distrugge in un sol colpo patrimonio artistico e verde.

“Se si trovasse in Città Alta sarebbe tutelatissima. Come Palazzo Terzi o Palazzo Moroni o altre dimore storiche sui Torni, uno scrigno di tesori, testimoni di un tempo da preservare nel contesto ambientale d’origine, come dovere civico e storico.”

Così incomincia l’articolo del Corriere Bergamo del 24 Gennaio 2024 .
Oggetto dell’articolo è la previsione della creazione dell’area Luna Park nei prati che affiancano la cosiddetta “Villa La Gargana”, opera d’arte tutelata edificata nel Seicento nella zona di via Rovelli.

Ieri il Comune di Bergamo ha dato notizia tramite la stampa dell’intenzione di acquisire (tramite esproprio) quasi 18.000 metri quadrati di verde sul quale colare cemento, per un costo massimo di 2.500.000 euro.
Ci sono tuttavia problemi legali: infatti la proprietà si è rivolta al Tribunale Amministrativo Regionale contro Comune di Bergamo e Bergamo Mercati per ottenere l’annullamento della delibera.

Consigliamo di leggere sia l’articolo del Corriere di un anno fa che quello dell’Eco di ieri.

Interessante è questo dettaglio, tratto dal Corriere: “più concrete erano, invece, le due proposte (di soluzione): una della Vitali sull’area dell’ecomostro di Azzano e un’altra da parte della società Parcofiera dichiaratasi disponibile ad accogliere il luna park nei propri terreni in zona Fiera. Proposte a cui il Comune ha detto di no, imponendo in modo unilaterale il vincolo espropriativo sui terreni della signora Coffari“.

A noi sorge una domanda: ammesso che il luna park possa essere considerato un bisogno tale da invocare la pubblica utilità per espropriare il terreno, perché non si utilizza un’area già edificata e disponibile, ossia la ex-Fervet?
Forse perché è più facile distruggere il verde che opporsi alla speculazione?

In conclusione, rubiamo ancora una citazione dal Corriere: ” “So che il mio nome le risulta fastidioso…”, è l’incipit della lettera che la stessa Coffari ha scritto al sindaco Giorgio Gori. Una mail che ancora non ha ricevuto risposta.”

Non sappiamo se nel frattempo la signora Coffari abbia ricevuto un riscontro, anche se ne dubitiamo. Sarebbe bello che la nuova amministrazione provvedesse. E che magari rendesse partecipe i cittadini del contenuto.