La Carrara va in tribunale

Progetto per la sistemazione della Carrara, incompetenza o superficialità della Commissione Paesaggistica? Dal premio nazionale alla denuncia in meno di 24 ore…

Non vogliamo qui esprimerci sul recente premio al progetto di sistemazione della Carrara (anche se è molto strano questo improvviso florilegio di riconoscimenti e di classifiche al vertice per una città che viene descritta da chi ci vive in modo molto meno osannante): desideriamo invece porre l’attenzione sul fatto che quanto realizzato è stato preceduto da un iter amministrativo basato su passaggi non solo formali, ma anche sostanziali (paesaggistica e/o soprintendenza…), che possono decretare il proseguimento del progetto per come viene presentato, o la revisione anche profonda del progetto per rispettare vincoli precisi imposti dai regolamenti.

Rendering e simulazioni fotorealistiche o fotoinserimenti virtuali, richiesti anche per progetti di ben meno importanza proprio per verificare preventivamente proporzioni, architettura e materiali di un progetto nell’ambito in cui va a collocarsi, devono essere realizzati con la massima precisione possibile per permettere di vedere prima ciò che poi si propone di realizzare e consentirne una corretta valutazione ed aderenza ai vincoli e limiti presenti, soprattutto, come in questo caso, in ambiti storici e paesaggistici delicati giustamente protetti da norme e regolamenti.

Purtroppo tali elaborazioni, come può spiegarci qualsiasi professionista del settore, possono altresì prestarsi a falsificazioni ed alterazioni delle proporzioni o dei materiali, per ottenere, indebitamente, i permessi richiesti.

Da quello che possiamo capire, il progetto della Carrara sembra essere uno di questi casi, essendoci un’evidente difformità tra quanto presentato per le necessarie approvazioni e quanto poi realizzato.

Sorge spontanea quindi la domanda: possibile che la commissione paesaggistica comunale, formata da professionisti del settore, non si sia accorta di quanto la simulazione fosse difforme da quanto presentato a livello progettuale?

Perché se è stata presentata una simulazione ‘farlocca’ per nascondere il reale impatto del progetto nel contesto, e chi valutava il progetto non se ne è accorto, abbiamo un problema.

Se può essere successo in questo delicato caso, quante altre altre volte può essere successo in passato per altri progetti, o potrà succedere in futuro?

L’azione della magistratura ipotizza una ‘malafede’ del progettista, evidentemente responsabile della simulazione, ma quella delle commissioni e degli uffici incaricati dei controlli e delle verifiche è incompetenza o si è chiesto di essere meno attenti ed esigenti per non bloccare un progetto, che si voleva comunque mandare avanti celermente, senza troppi intoppi e con una realizzazione che si sapeva a monte non possibile?

Non ultimo c’è anche da ricordare anche che oltre a questo primo esposto, ce n’è un altro datato maggio 2025 che indaga le volumetrie sull’ampliamento della Carrara: “Dalle verifiche commissionate dal mio cliente – spiega l’avvocato Gargano – risulta che il costruito è più grande dell’autorizzato”.
Ai giudici la sentenza. Certo è che, per tornare all’inizio del ragionamento, il premio lo si è dato ad un progetto viziato da un evidente vizio autorizzativo, al di là dei pregi o meno che può realmente avere.

Ed anche queste ultime non sono questioni da poco.