Un utile esercizio di lettura critica può essere fatto sull’articolo propagandistico pubblicato ieri dall’Eco di Bergamo sotto forma di “FOCUS” dall’inquietante titolo “Dal parco nella città alla città nel parco“.
Un focus redazionale dovrebbe essere un incontro tra diversi redattori, esperti di aspetti diversi della cronaca cittadina, con responsabili dell’amministrazione per focalizzarsi su un tema in modo più approfondito di quanto una semplice intervista o comunicato stampa potrebbe fare.
Non è così in questo caso, visto che il “pezzo” – non si sa se chiamarlo articolo, essendo portatore solo del punto di vista dell’amministrazione, o intervista, ma non ci sono domande di un giornalista, o comunicato stampa, ma in questo caso dovrebbe essere correttamente reso visibile – non è firmato.
Già il titolo, che fa presagire un’ulteriore colata di cemento all’interno delle poche aree verdi sopravvissute in città alla sbornia edificatrice del decennio Gori, non è un buon viatico per i contenuti.
E la prima frase “L’espansione del verde garantirà la tutela dell’area…” svela subito che il piano di narrazione non è quello della realtà ma quello della propaganda.
Quale espansione del verde, di grazia?
Di quale città si sta parlando, dato che in questa si sono occupate e antropizzate quasi tutte le aree verdi disponibili, con la perla del Parco Ovest e dell’inutile ferrovia per l’Aeroporto che hanno seppellito per sempre l’idea della cintura verde a sud della città, spostandola solo a scopo propagandistico nelle aree agricole dei comuni limitrofi?
Davvero l’esempio virtuoso da cui partire per questa amministrazione è quello tristissimo di Chorus Life?
La mappa a corredo del testo svela, involontariamente, la reale situazione ambientale della città.
In quel meraviglioso verde che sembra fare da cornice a un centro edificato, rimuovete con l’immaginazione tutto ciò che rientra nei territori dei comuni limitrofi, immaginate le zone più chiare a sud inserite o sovrapposte all’antropizzazione di Parco Ovest, allo zig-zag della linea ferroviaria per l’Aeroporto, alla colata di Porta Sud.
Quello che resta è l’ambiente in cui respireremo per il futuro.
Noi, figli* e nipoti, se non scapperanno prima. Da una tra le città più inquinate e trafficate d’Europa.
Adesso che siete pront*, se avete nervi saldi… buona lettura: https://www.ecodibergamo.it/stories/EcoBergamo/focus/dal-parco-nella-citta-alla-citta-nel-parco-o_3022613_11/


